Manipoliamo le parole come manipoliamo le banconote: sappiamo immediatamente riconoscerle, ma senza guardarle. Chi non “sa” che quel biglietto vale venti euro, o cinquanta euro? Ma spesso non sapremmo dire esattamente che cosa c’è rappresentato. Allo stesso modo siamo convinti di sapere benissimo il significato di una parola, ma l’usura dell’abitudine è tale che non ci rendiamo conto davvero del suo valore.
Coscienza
Al tempo degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e della propaganda ha ancora senso parlare di “coscienza”? Per alcuni è una parola che appartiene al passato, o comunque si può ridurre a un insieme di procedure che possono essere svolte anche da una macchina – e quindi anche noi non siamo che macchine. Autori come Dennett (Coscienza. Che cosa è) la descrivono come qualcosa da demifisticare. Ammettono che per un verso ne rimarremo dispiaciuti, “come per la perdita dell’innocenza infantile”, ma questo è il prezzo per diventare adulti. Il “mistero” della coscienza viene riportato nel dominio della scienza, soprattutto grazie ai prodigi del digitale.
È paradossale che mentre si tende a sottrarre all’essere umano la “qualità” della coscienza, allo stesso tempo si cerchi di riconoscerla negli animali. Il 19 aprile 2024 oltre 500 scienziati hanno formato la “La Dichiarazione di New York sulla Coscienza Animale”, secondo cui c’è un forte supporto scientifico alle attribuzioni di esperienze coscienti ad altri mammiferi e agli uccelli, con “prove empiriche di esperienza cosciente in tutti i vertebrati (inclusi rettili, anfibi e pesci) e in molti invertebrati (inclusi, come minimo, molluschi cefalopodi, crostacei decapodi e insetti)”. I firmatari fanno derivare da queste premesse la necessità di tener conto di queste “coscienze” quando prendiamo decisioni che le riguardano. Il paradosso ovviamente non è nel doveroso rispetto verso le forme di vita animali, quanto nel contrasto con una evidente e diffusa mancanza di riconoscimento verso le “coscienze” di milioni di esseri umani ignorati dai sistemi economici, dalle decisioni sulla guerra e sulla pace, dalle persecuzioni.

