Appena uscito nelle librerie fisiche e on line
«Io sono io e la mia circostanza, e se non la salvo non salvo neanche me stesso» (Ortega Y Gasset 1986, p. 44).
«L’uomo non è soltanto ciò che mangia ma anche ciò che respira e ciò in cui si immerge. Le culture sono situazioni collettive d’immersione nell’aria e in sistemi di segni. Occorre rendere esplicito le modalità attraverso le quali si struttura un ambiente» (Sloterdijk 2024, p. 160). Appare sempre più chiaro che ogni formazione non riguarda singoli soggetti isolati, ma si sostanzia in una fitta rete di relazioni e di contesti. Per molto tempo ci siamo pensati come una realtà separata dall’ambiente, una res cogitans indipendente. In realtà noi interagiamo senza sosta con l’ambiente, da cui assorbiamo ‘pezzi’ sia fisici (ecosfera) che mentali (infosfera). Se, sia pure a fatica, stiamo comprendendo l’importanza di un ambiente fisico con acqua e aria pulite, dobbiamo fare altrettante per l’ambiente delle informazioni, delle parole, delle immagini, in breve dell’infosfera. In questo la formazione ha un compito decisivo e irrinunciabile, specialmente al tempo della rivoluzione digitale,



