Anselmo Grotti Tutte La forza del linguaggio

La forza del linguaggio



Il linguaggio ha una funzione potente nella percezione di sé e del mondo. La rivolta di Soweto, nel Sudafrica razzista del 1976, fu scatenata dall’ennesimo sopruso della minoranza bianca che governava il Paese con la politica dell’apartheid e la discriminazione razziale. Nel 1975 fu imposto anche alle scuole dei neri di usare l’afrikaans, la lingua dei bianchi. Dopo pochi mesi ci furono proteste e scioperi, spesso repressi dalla polizia razzista con la violenza. Costringere i neri a usare la lingua degli oppressori era un’ulteriore forma di asservimento. Uno dei leader delle proteste, Stephen Biko, sosteneva che l’arma più potente dell’oppressore era il controllo della mente degli oppressi.

Chi domina la comunicazione può alterare la realtà. Riducendo i fatti a opinioni chi ha potere (politico e/o mediatico) riesce a trasformare le opinioni in fatti. Pensiamo al successo della macchina della propaganda nei regimi dittatoriali dell’Europa tra le due guerre, ma in forme diverse anche ai giorni nostri.

Nel 1970 il regista Antonello Branca gira Seize the Time (“cogli il tempo”). A un certo punto si vede un nero che va in giro per Manhattan vestito con una camicia di forza e chiede a tutti come può liberarsi, ma non dalla camicia di forza che gli stringe il corpo (“quella me l’ha fatta il sarto, l’ho pagata bene, la tolgo a mio piacimento”), ma dalla camicia di forza che abbiamo nella testa e ci impedisce di pensare liberamente.