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Corso Uniel Arezzo – Quattro incontri (più uno)



I cinque incontri (presso Liceo Redi di Arezzo) sono così suddivisi:

I primi quattro sono dedicati a L’Arte del Vangelo

La Bibbia è stata definita “il grande codice” in un’opera celebre del critico letterario canadese Northrop Frye. Il libro mostra come la Bibbia sia la fonte fondamentale della simbologia, del linguaggio e delle strutture narrative della cultura occidentale. Ha influenzato profondamente la letteratura, l’arte, la filosofia e la cultura in generale. Non è solo un testo religioso, ma anche un’opera letteraria ricchissima, piena di archetipi, miti, metafore e strutture narrative che si ritrovano in tantissimi altri testi.

Nei nostri incontri vedremo le immagini della grande arte che in duemila anni ha illustrato, interpretato, raccontato i vangeli, nell’ordine proposto dall’anno liturgico e presentati con le opere d’arte che hanno tratto ispirazioni da essi. Vedremo insieme come ogni artista ha saputo leggere secondo la sua sensibilità le infinite sfumature dei brani evangelici. Attraverseremo epoche e stili differenti che tuttavia hanno in comune il lasciarsi interrogare in modo creativo, evitando di fare la semplice illustrazione didascalica.

Matisse così scriveva nel 1945 a una suora: mi sento “designato dall’Altissimo a risvegliare nelle menti degli altri uomini la visione delle cose che porti a un’elevazione dello spirito che sfoci nel Creatore. Io obbedisco, lo credo fermamente, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. La mia contemplazione non può essere semplicemente ammirativa ma deve essere attiva, mettere in moto tutte le risorse dello spirito per creare il mezzo più diretto a elevare lo spirito stesso dei miei simili verso uno spazio che li tiri fuori dalla loro infima condizione umana – soprattutto dall’interesse, «il denaro per il denaro» con il quale tutto si può comprare. Pregate per me. Grazie. Domandate al Signore di concedermi nei miei ultimi anni la luce dello spirito che mi terrà in contatto con Lui, che mi consentirà di condurre la mia carriera lunga e laboriosa verso ciò che ho sempre cercato, rendere la Sua gloria visibile ai ciechi”.

Oggi viviamo in una società dominata dalla superstizione dell’immagine, mentre per le persone (spesso loro malgrado) irreligiose, confuse e meccanicizzate del XXI secolo le rappresentazioni di santi e martiri non parlano più o dicono altro. È importante allora imparare a riconoscere e gustare il simbolo: l’immagine, di cui non solo l’arte, anche la religione e la filosofia sono capaci, che unisce fisicità e trascendenza, rivela finitamente e sensibilmente la trascendenza proprio nel momento stesso in cui ne dichiara esplicitamente l’ulteriorità, la trascendenza inesauribile, l’infinità inoggettivabile. Il simbolo rispetta la parola biblica: «Non ti farai immagine alcuna», poiché non ha pretese oggettivanti, denotative, bensì insegna umilmente l’interpretazione e la contemplazione.

Il quinto ha per tema:

Corpi che si toccano. Abbracciarsi – tra Medio Evo e Media Evo – nelle testimonianze letterarie e iconografiche.


Anni di Covid ci hanno allontanato dal contatto fisico, riproponendo per contrasto il valore della vicinanza e dell’abbraccio. Il percorso propone un itinerario nelle varie società e culture, con attenzione soprattutto al Medio Evo (considerato spesso superficialmente come ostile alla corporeità) e al Media Evo (cioè l’era dei media, quando il digitale sembra rendere irrilevante la vicinanza fisica). Usanze sociologiche, testimonianze letterarie e artistiche ci accompagneranno alla scoperta del multiforme significato di far toccare i corpi.

Gli incontyri si svolgono il martedì, dalle 15.30 alle 17.30, nei giorni 10, 17, 24 febbraio; 3 e 10 marzo.

Informazioni e iscrizioni:  351 7784041