Prospettive della democrazia: utopie elitarie, rivoluzione digitale, nuove forme di partecipazione.
Quali “Prospettive della democrazia” in un mondo travolto da IA, populismi e trasformazioni digitali?
Venerdì dopocena: Introduzione.
Siamo spiazzati da quanto sta succedendo negli ultimi anni (ma anche settimane…): Iran, Gaza, il Sudan, l’Ucraina, la pandemia, le tensioni sociali… Perfino un inedito attacco di un presidente Usa a un Papa Usa. Ci sembra di non avere quasi più le parole per dire, raccontare, comprendere la realtà. Incontriamoci per riflettere insieme.
Sabato mattina: crisi della democrazia e il ruolo del digitale
Le parole sono il nostro strumento tecnologico per entrare in rapporto con il mondo, con le relazioni sociali, politiche, ma anche interpersonali. E queste parole ci sono sottratte, manipolate, rese geneticamente modificate, alla fine inservibili. A parlare sono i software di intelligenza artificiale? Cosa succede alla politica nell’era delle grandi piattaforme digitali senza mandato democratico? Cosa tiene insieme populismo e aspirazioni totalitarie delle nuove oligarchie tecnologiche?
Sabato pomeriggio: Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia
È esercizio retorico chiedersi se esiste un nesso tra l’acuirsi delle disuguaglianze, la crescita dell’influenza politica di un’élite oligarchica detentrice di un immane potere economico e i processi di erosione democratica in molte aree del mondo. È esercizio improcrastinabile di responsabilità approfondire, porsi domande e agire per l’inversione di rotta! Come connettere le analisi dello stato delle disuguaglianze nel mondo, del deterioramento del funzionamento delle principali istituzioni sociali, dell’affievolimento del principio di uguaglianza politica associati all’estremizzarsi dei divari nella società? Ma soprattutto, come rilanciare idee e pratiche che vedono la partecipazione e la coesione quali conditio sine qua non per la stabilità economica, sociale e democratica?
Domenica mattina: “avviare processi”: prospettive positive e aperture di senso.
Farci vincere dal pessimismo non è una buona idea. Le parole sono importanti. Possono far accadere le cose. Dalle parole tutto può iniziare. Dalle parole dipendono anche le scelte collettive, a volte il destino di un paese. Per questo occorre sentirci parte di una comunità. Anche per vincere la convinzione che tutto sia inutile, che il singolo impegno non possa fare la differenza. La nostra più grande responsabilità verso il futuro è essere buoni antenati. La democrazia non è un sistema — è una pratica. Non è un’istituzione — è una relazione. Non è un diritto — è una responsabilità.
È auspicabile un clima laboratoriale, specialmente nella sessione finale di domenica mattina. Verranno consigliati anche testi di approfondimento per chi lo desidera.
Anselmo Grotti
Docente di Sociologia della comunicazione, Linguaggi Digitali, Comunicazione Iconica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana. Già docente a contratto di “Informatica umanistica” e “Filosofia della comunicazione” presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Siena. Già Dirigente Scolastico nei Licei. Svolge corsi su temi di etica informatica e cittadinanza digitale.
Tra le sue pubblicazioni:
- Educare all’infosfera: la sfida antropologica della cittadinanza digitale, in Filosofia dell’educazione. Una guida per i perplessi, Mondadori 2026
- “Tutto è connesso”: conciliare algoritmi e cardioritmi, in Etica, Economia, Ecologia. Atti del XLI Congresso nazionale della Società Filosofica Italiana 2022, Edizioni ETS, Pisa 2023
- Connessi e in relazione. Possibili futuri delle nostre vite al tempo della Rete, Ave, Roma 2021
- Educazione alla cittadinanza digitale, Editrice La Scuola, Brescia 2020
- Come Comunicare. Sei mappe per orientarsi tra digitale, linguaggi, comunicazione, mass media, social, fake news, cittadinanza, formazione, futuro, Edizioni Nuova Prhomos, Sansepolcro 2019
- Comun I Care. Prendersi cura nel tempo della rivoluzione digitale, Ave, Roma 2011
- Il filo di Sofia. Etica, comunicazione e strategie conoscitive nell’epoca di Internet, Bollati Boringhieri 2000
- Saggio su Felice Balbo, Boringhieri, Torino 1984
Marco Baldini
Co-fondatore e vice presidente di GEA Cooperativa Sociale a Padova, progetta, sviluppa e implementa azioni di capacity building e networking con istituzioni ed enti del terzo settore nazionali ed europei, per l’inclusione di persone fragili, migranti e non. È counsellor, mediatore sistemico e mediatore esperto in giustizia riparativa. Attualmente membro del CdA di Oxfam Italia (già Ucodep) di cui è socio sin dalle origini, ha condiviso percorsi e responsabilità in contesti associativi di impegno sociale ed ecclesiale per il contrasto alle povertà in Italia e nella cooperazione tra chiese con Caritas, Emmaus Italia, ACLI, Diocesi di Padova, Società Italiana Medicina delle Migrazioni (S.I.M.M) ed altro.
