26 – Gli inganni del linguaggio



Quali sono i meccanismi della disinformazione? Scopriamo assieme come funzionano i siti e le catene (a volte divertenti, spesso pericolose) degli inganni linguistici.

Serie “Comunicazione” – 26,

Il linguaggio non è un semplice strumento, ma il nostro ambiente di vita. Come tale è particolarmente complesso, ricco di opportunità ma anche di rischi, equivoci, inganni. Si può facilmente far credere a qualcosa che non esiste senza bisogno di dire falsità, ma utilizzando i meccanismi della comunicazione. Provate a leggere questo elenco di pericolosità del composto chimico DHMO:

  • Il DHMO uccide se inalato, anche in piccole quantità.
  • Il DHMO allo stato solido può danneggiare i tessuti biologici.
  • Ingerire troppo DHMO può causare una serie di effetti sgradevoli, anche se non letali.
  • Il DHMO contribuisce al fenomeno delle piogge acide.
  • Il DHMO allo stato gassoso è anche responsabile di gravi ustioni.
  • Il DHMO è tra le principali cause dell’erosione del suolo.
  • Il DHMO è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli.
  • Il DHMO, se si deposita su componenti elettronici e circuiti elettrici, è responsabile in certi casi anche di cortocircuiti.
  • Il DHMO può ridurre di molto l’efficienza dei freni delle auto.
  • Il DHMO viene regolarmente rilevato nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni.
  • Il DHMO è tra le cause dei “cicloni killer”, negli Stati Uniti come in altri Paesi.
  • Il DHMO è sospettato di contribuire non poco all’effetto meteorologico “El Niño”.
  • Il DHMO viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare.

Preoccupante vero? Eppure sono tutte affermazioni rispondenti a verità. Il DHMO, o Monossido di Diidrogeno, esiste davvero e ha le caratteristiche indicate. Come mai non ne abbiamo mai sentito parlare, visto che appare così pericoloso? Il fatto è che dietro questo nome “scientifico” e capace di fare una certa impressione, si cela qualcosa di molto noto e diffuso: la semplice acqua.

Lago di Schloßsee, Germania (foto dell’autore)

Adesso rileggete tutte le frasi sopra citate sostituendo “acqua” alla sigla DHMO: in effetti ogni frase è vera, ma in un modo decisamente fraudolento.

Ci sono vari motivi che ci spingono a cadere in errore. Uno è la terminologia scientifica o pseudoscientifica. Un altro è la parcellizzazione dell’informazione. Un altro ancora è l’uso scorretto della deduzione logica, quello che i filosofi chiamano “sillogismo eristico”. Ad esempio è facile che si utilizzino passaggi “logici” del seguente tipo:

  • il DHMO è il componente principale delle piogge acide
  • le piogge acide sono una brutta cosa
  • quindi il DHMO è una brutta cosa

dove, al posto di “DHMO” e “piogge acide”, si potrebbero mettere altri termini.

Pioggia (foto dell’autore)

Moltissima informazione simil-veritiera è costruita in questo modo, omettendo alcune cose e evitando di contestualizzare le affermazioni in un ambito più ampio. 

Vi invito a verificare quanti “sillogismi eristici” possiamo trovare nella comunicazione pubblicitaria, politica, giornalistica (e forse anche nella nostra vita quotidiana!).

Intanto, per chi è curioso (o preoccupato…) e vuol approfondire i pericoli dell’acqua DHMO consiglio http://www.l-d-x.com/dhmo/

3 thoughts on “26 – Gli inganni del linguaggio”

  1. Uno degli inganni principali, col quale entriamo in contatto tutti i giorni è la diffusissima avvertenza: senza grassi o zuccheri o altro “aggiunti” che non vuol dire niente se non che nel prodotto ci sono i grassi o gli zuccheri che ci sono! E questo può veramente essere pericoloso. Per niente pericoloso, anzi divertente, è la scritta: “Vale solo per la settimana, o il mese in corso“, che vuol dire che vale … sempre!

  2. Finalmente reagisco: grazie per questi aiuti a …restare svegli,attenti….a diventare un po’ più consapevoli di ciò che viviamo e di come lo viviamo. W l’intelligenza e lo spirito critico!

  3. Rispetto alla affermazione di C Sartori ritengo molto più subdola e truffaldina l’affermazione in cui si afferma:
    “100% naturale” . Poi si scopre che detta percentuale è riferita al 30% del prodotto in questione.

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